Salve a tutti, sono William Pizzi e oggi scrivo su queste pagine per trattare una particolare modalità di gioco che ultimamente sta prendendo sempre più piede nel panorama dei tornei competitive e professional: Il Team Trio. Per chi non lo sapesse in questa modalità si gioca a squadre (3 vs 3) in cui ogni player gioca singolarmente la propria partita ma può chiedere supporto ai propri compagni di team sulle giocate; alla fine si aggiudicherà il match la squadra che avrà vinto 2 partite su 3. Nel Team Trio, come nelle altre modalità di gioco, esistono due formati: Il Team Limited, ovvero ogni squadra riceve un pool di 12 buste e deve cercare di montare tre mazzi di minimo 40 carte, e il Team Constructed dove ogni squadra sceglie 3 mazzi a seconda del formato del torneo (Standard, Modern, Legacy, Unified, Mixed) ed ogni membro del team giocherà con un mazzo sulla base della strategia che si intenderà adottare.
Fatta questa (per alcuni scontata) premessa vorrei esporre alcuni consigli utili, in particolare per quanto riguarda il Team Limited, per chi volesse intraprendere con i suoi compagni questa esperienza davvero unica e, a mio avviso, molto stimolante e divertente. In questa porzione (secondo me la migliore per giocare in Team) avere altri due compagni di gioco aiuta davvero molto, in primo luogo per la costruzione dei mazzi e in secondo luogo per le giocate, poiché in Limited le situazioni sono molto più complesse (mai scontate) e varie rispetto al Costruito, quindi tre teste risultano meglio di una. Il punto di forza del giocare a squadre è la cooperazione, perciò ci sono dei particolari aspetti su cui concentrarsi e altri da cercare di evitare.
La Gestione del Tempo:
Punti di Forza:
-Assegnare a ciascun giocatore un colore: converrebbe che nella fase di costruzione del pool ciascun player prendesse uno o più colori (ad esempio bianco/nero blu/rosso verde/artefatti) e iniziasse a scartare le non giocabili mettendo successivamente i propri colori in curva; in questo modo tutti i giocatori potranno visionare l’interno pool steso per curva e si potrà discutere delle combinazioni migliori tra i colori ricordandosi di mettere le multicolori e le terre al centro del tavolo. Questo vi permetterà di ottimizzare i tempi di costruzione e di concentrarsi immediatamente sulle migliori build coinvolgendo tutti i membri del team.
-Listare: nella fase di registrazione del pool (che è parte integrante del tempo a disposizione per la costruzione dei mazzi) sarebbe ottimale se un giocatore segnasse le carte che andranno a comporre i mazzi, mentre un altro le detta, facendo riferimento al numero e non al nome (per questa procedure meglio se il pool è in inglese), in modo da velocizzare la procedura e non confondere chi sta listando (dato che ci sono sempre duecentoquarantamila goblin, vampiri, baloth e cazzammerdi con nomi simili). Mentre due giocatori sono impegnati in questa fase il terzo comincerà a dividere le rimanenti carte tra le varie side, le quali verranno listate secondo la stessa modalità delle altre.
Punti di Debolezza:
La disorganizzazione: bisognerebbe evitare di perdere troppo tempo nel decidere quali sono i tre mazzi che si andranno a giocare. La cosa migliore sarebbe quella di aver testato un minimo il set per rendersi conto che alcuni archetipi non vanno avanti a meno di casi molti rari, (ad esempio la presenza di molte non comuni e rare esagerate) e quindi concentrarsi su altro, per non perdere tempo prezioso; se questo non fosse possibile, si dovrebbero individuare gli archetipi e le strategie migliori con quello che si possiede e basarsi sulle sinergie più che sul power level delle singole carte. Uno degli errori più grandi che si può commettere, a mio avviso, è quello di costruire un mazzo fortissimo e due mazzi mediocri; questo il più delle volte accade quando si gestisce male il tempo di costruzione, dal momento che con dodici buste è facile vedere subito un mazzo senza senso, ma bisogna ricordarsi che ne servono tre. Dunque bisognerebbe cercare di essere il più organizzati possibile, dividersi compiti e stendere bene il pool in modo da non perdersi nulla; personalmente mi sono sempre trovato bene con la procedura che ho descritto sopra ma ognuno può decidere di utilizzare quella con cui si trova meglio.
L’anarchia: una delle ragioni per cui un team può fallire in partenza è la mancanza di cooperazione (come ho premesso all’inizio questo è il fattore fondamentale in tutte le fasi del torneo). Se un team deve essere composto da un marionettista e due burattini potete anche non iscrivervi all’evento. Con questo voglio dire che tutti i membri devono fare la loro parte, sia perché è molto più produttivo da un punto di vista logistico e di gestione dei tempi, sia per non andare contro il principio fondamentale di questa modalità: il gioco di squadra. Chiaramente ci sarà chi è più bravo a fare una cosa piuttosto che un’altra ed è per questa ragione che il contributo di ognuno è fondamentale.
La fase di gioco:
Punti di Forza:
I consigli sui mulligan: uno degli aspetti più ostici del Limited (e del Magic in generale) consiste nel decidere se tenere o meno una mano. Più sovente di quanto vogliamo ammettere perdiamo delle partite per un keep/mulligan errato; un vantaggioso supporto può giungere dai compagni di team, che anche se possono avere pareri discordanti da tra loro, possono aiutare molto in questa delicata fase.
I consigli sui trucchi: uno dei maggiori vantaggi che si possono trarre dal giocare a squadre nel formato limited è la valutazione della race e dei tricks che possono arrivarvi in faccia; è normale non ricordarsi tutti i trucchi (pompaggi e removal) presenti nel set quindi, anche in questo caso, tre teste sono meglio di una. Inoltre valutare le giocate come i board complessi non sempre è facile, quindi avere dei compagni con cui confrontarsi risulta molto utile.
I consigli sulle giocate: il vantaggio maggiore di giocare a squadre è giocare un’intera partita in più di un giocatore (questo è ovviamente possibile solo se un giocatore ha finito la sua partita); in questo modo si possono ponderare le giocate dal mulligan, all’impostazione del game fino alle fasi finali. Questo è anche l’aspetto che personalmente considero il più bello del Team Trio.
Punti di Debolezza:
Consultarsi troppo spesso: qui iniziano i veri MA della fase di gioco. Uno degli aspetti a cui prestare particolarmente attenzione durante la partita (e ve lo dico perché io sono uno di quelli che rompe spesso le balle) è non chiedere sovente pareri ai compagni. In primo luogo perché aumenta il rischio di deconcentrare entrambi i player e in secondo di perdere sicurezza nelle proprie giocate; capisco perfettamente che si possa pensare che non si gioca solo per se stessi ma anche per il gruppo e quindi si ha “paura di sbagliare” ma è meglio che ognuno cerchi di giocare il proprio game e chiedere solo mulligan/keep e qualche situazione complessa. Bisogna ricordarsi che in team si vince e si perde insieme e che se avete deciso di giocare con altre persone è perché riponete in loro (almeno un minimo) fiducia.
Consultarsi troppo poco: anche chiedere troppo poco e fare troppo di testa propria non è producente. L’ideale sarebbe giocare il proprio game e chiedere quando proprio non si è sicuri su una situazione (ma in quel caso BISOGNA consultarsi!). Per comunicare inoltre, sarebbe meglio stabilire prima del torneo come poter “evocare” il proprio compagno in caso di necessità (ad esempio con un tocco sul braccio, una piccola bussata sul tavolo o un vecchio bastone nodoso sui denti) in modo da non risultare troppo invasivi nel suo game. Inoltre sarebbe meglio consultarsi nei momenti più calmi del game (es: non chiamate il compagno quando sta attaccando!).
Le evocazioni: ultimo punto che vorrei trattare parlando di punti da evitare concerne il fatto che i dettagli della VOSTRA partita li conoscete solo VOI. Mi spiego meglio: siete VOI che sapete come è andato il game dall’inizio, siete VOI che avete fatto una valutazione dell’ipotetica mano dell’avversario e siete sempre VOI che avete impostato e state impostando il game. Il vostro compagno arriverà praticamente sempre in una situazione per lui nuova quindi potrebbe anche non darvi una risposta ottimale (soprattutto se sta giocando il suo game), quindi bisognerebbe ponderare bene quando “evocare” il vostro compagno.
Questa è davvero un’esperienza unica, soprattutto se vissuta con i propri amici, e, per chi non avesse avuto ancora il piacere di provarla, la consiglierei caldamente perché è davvero diversa dalle altre. Spero che questa breve guida sul Team Trio possa essere stata anche un minimo utile a chi soprattutto si affaccerà a questa modalità di gioco per la prima volta, ma anche uno spunto di riflessione per i più navigati.
Alla Prossima!
William Pizzi



