Insegnava l’Imperatore (l’unico, il vero) che, contro un nemico con forze preponderanti, l’unica soluzione è concentrare tutte le forze disponibili contro il lato nemico più fragile. Per quanto possa sembrare una banalità, la tattica napoleonica nasconde un misto di profondità e follia. Bisogna ammassare le truppe tutte assieme, ignorare completamente ogni altro fronte avversario e sperare che il nemico non ci aggiri. Inoltre l’azione d’attacco deve essere di massa, devastante e talmente veloce da impedire ogni contromossa.
Per quanto possa sembrare assurdo, la situazione del Meta Pauper attuale si presta ad una lettura del genere. La massiccia presenza di mazzi Midrange e Midrange-Control ha schiacciato la possibilità di vincere con “i pezzi a terra”, facendo crollare i rating dei mazzi aggro. Ma se questo è vero, è altrettanto vero che i Midrange sono mazzi pensati per affrontare ogni tipo di situazione: hanno side copiose e diverse strategie per risollevarsi da ogni impaludamento. Questo provoca un  generale rallentamento nei loro gameplan, che non influisce minimamente contro mazzi tipo Stompy o Mono W Heroic: quando tendenzialmente questi ultimi stanno per chiudere la partita, i Midrange hanno avuto i loro turni per “apparecchiare” una contromossa efficiente (Paci Momentanee, raffiche di spari, simpatici siparietti con Stonehorn Dignitary, ecc ecc).

Ma allora la soluzione quale è? Fare come Napoleone ad Austerlitz: attaccare. Attaccare ancora più velocemente, concentrando tutte le forze nel lato debole di questi mazzi, ovvero i primi 3-4 turni. E l’arma di cui abbiamo bisogno è solo una: Red Deck Win.
Il Mono Red è un classicone, che solo l’anno scorso ha migliorato la sua lista con l’introduzione di BTE. Ma, al netto di una certa forza, l’archetipo era oscurato dallo strapotere di Stompy. Il mono verde era decisamente più solido, non aveva grossi problemi con le terre e aveva delle piccole soluzioni ai problemi più disparati (Vines of Wastwood, ovvero “il coltellino mille usi del Pauper). Ma Stompy pagava il prezzo di non avere grandi partenze a strappo e il suo danno letale si attestava tra il quinto e il sesto turno.
Con il Meta attuale però Red Deck Win diventa un ottimo sostituto di Stompy. E’ veloce (a tratti velocissimo), ha una tattica lineare e spietata, e ha delle partenze a strappo che impediscono qualsiasi tipo di contromossa da parte avversaria.

Ma vediamo il mazzo:

Creatures
4 Goblin Bushwhacker
4 Goblin Cohort
3 Goblin Heelcutter
3 Mogg Conscripts
4 Mudbrawler Cohort
4 Valley Dasher
4 Burning-Tree Emissary
4 Jackal Familiar

Instant
2 Fireblast
4 Lightning Bolt
3 Mutagenic Growth

Sorcery
4 Reckless Abandon

Land
17 Mountain

SIDEBOARD
2 Vulshok Sorcerer
1 Gorilla Shaman
2 Flaring Pain
3 Smash to Smithereens
4 Pyroblast
3 Flame Slash

Il parco creature è composto principalmente da drop a 1 2/2, che non possono attaccare se non soddisfacciano una condizione (attaccare da soli, o cast di altra creatura), e drop a 2 con haste. Le BTE sono carburante, meglio se in combo con Goblin Bushwhacker, la cui abilità ci permette tranquillamente di fare anche dodici/quattordici danni di terzo turno. A completare Goblin Heelcutter, una bella scoperta, che può ribaltare game persi, aggirando pali fastidiosi (risparmiando così i nostri spari).

Instant e Sorcery rispondono alla semplice utilità di “arrivare, ove le creature non arrivano”. I Fulmini servono a pulire il campo da fastidiosi bloccanti, le Mutagenic ci difendono da qualche remuval fastidiosa, e Reckless Abandon e Fireblast hanno l’unico (e sacrosanto) scopo di chiudere il game (quasi) a costo zero.

La side è altrettanto lineare. E’ costruita non per prevenire ogni tipo di situazione, ma per ottimizzare quelle situazione in cui possiamo ancora cavarcela.

Il mazzo è tutto qua. Strategia lineare, tanta onestà intellettuale. Di terzo turno, generalmente, sei conscio se hai perso o vinto: è tutto nelle prime sette carte. Vita o morte. Unico consiglio: valutate bene se mulligare o meno. Le pescate con mono landa saranno tante e non sempre da buttare nel cestino. Il resto è follia. Quella che serve per giocare questo mazzo.

Diego Morgera