Mai provato a produrre una birra in casa? Dopo qualche tentativo ci si sente padroni del processo e si inizia a sperimentare: ne escono fuori birre sbilanciate, con toni forti e prepotenti. Birre da bere con parsimonia, non perfette, ma che hanno una loro dignità e che possono anche stupire per particolari sapori mai provati prima.

Ecco: creare un mazzo è un po’ come fare una birra. E il mazzo Heroic, che mi ossessiona ormai da qualche mese, è una perfetta White IPA: esplosivo, divertente, dinamico, con un suo carattere forte, solido, amaro sul fondo.

Figlio (forse degenere) del mitico Heroic Standard, questo deck è stato approcciato già diverse volte, in particolare con il rosso e con il blu, ma senza grandi fortune: mancava qualcosa che migliorasse la stabilità e la giocabilità. E alla fine la marcia in più è arrivata e si chiama Seeker of the Way.

Il mazzo, ha una tattica lineare e poco scervellotica. Ha quasi solo creature con Heroic, che si “pompano” ogni qual volta vengono targettate. Il resto sono protezioni, equip e pompanti, che spesso fanno anche pescare/scry. Nient’altro: una linearità che è la forza del mazzo e che lo rende divertente, ma solo apparentemente facile da giocare. Il mazzo, infatti, ha delle fragilità enormi: le remuval secche, se non contrastate a dovere, diventano letali. Ma è sulle fragilità che gira tutta la nostra tattica: mentre l’oppo tenta di farci una remuval, se noi riusciamo a “counterare” la mossa, non solo vanifichiamo il piano avversario, ma pompiamo anche il nostro di pezzo. E’ un gioco rischiosissimo, ma al contempo estremamente divertente.

Ma veniamo al pratico. La versione che stiamo testando attualmente è così composta:

14 Creature
4 Lagonna-Band Trailblazer
4 Akroan Skyguard
1 Setessan Oathsworn
4 Seeker of the Way
1 Wingsteed Rider

7 Enchantment
4 Rancor
3 Cartouche of Solidarity

20 Instant
4 Defiant Strike
2 Viridescent Wisps
4 Gods Willing
2 Shelter
4 Vines of Vastwood
4 Mutagenic Growth

19 Land
2 Selesnya Guildgate
4 Blossoming Sands
3 Khalni Garden
2 Forest
6 Plains
2 Ash Barrens

// 15 Sideboard

2 Creature
SB: 2 Standard Bearer

8 Enchantment
SB: 2 Armadillo Cloak
SB: 4 Lifelink
SB: 2 Journey to Nowhere
SB: 2 Cartouche of Strength
SB: 1 Cartouche of Solidarity

3 Instant
SB: 1 Ajani’s Presence
SB: 2 Pit Fight

2 Sorcery
SB: 2 Prey Upon

2 Artifact
SB: 2 Relic of Progenitus

Le scelte sono presto dette. Il parco creature è composto dalle heroic Lagonna-Band Trailblazer (un must irremovibile dal campo), Akroan Skyguard (la volante del gruppo), e il Seeker. Quest’ultima creatura ci da stabilità, migliora i match-up contro burn e stompy, e sopratutto ci regala dei trigger “poetici”.

Istant ed equip si spiegano da soli. Gods Willing ci protegge, targetta e ci fa fare scy. Shelter ci fa persino pescare. Mutagenic ci protegge a costo praticamente 0, e Vines ci può far svoltare le partite, con il suo doppio uso di protezione e anti-target sui pezzi dell’oppo. Il Rancor non ha bisogno di presentazioni, essendo uno dei must di ogni mazzo a base verde, ed in questo deck può essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità: a costo uno, pompiamo il pezzo con un +3/+1: una pacchia, insomma. Cartouche of Solidarity invece, oltre che targettare il nostro pezzo, ci leva il problema dei sacrifici, che come è facile intuire sono le vere nemesi di questo mazzo.

Per quanto riguarda la side, essendo un mazzo molto unfair, va adattata e ritoccata cercando di prevedere il meta praticamente ad ogni torneo. Per il resto poche parole: abbiamo bisogno di protezione contro remuval e sacrifici, qualche equip per migliorare ancora di più i match-up contro aggro, e qualche remuval per difenderci al meglio.

E ora la domanda scabrosa: portare un mazzo del genere al Paupergeddon? Parliamoci chiaro: se siete player competitivi che non hanno voglia di brutte sorprese e si si sono allenati a lungo con un archetipo più noto, lasciate stare. Ma Magic non è solo matematica e competitività. E’ anche genio e sregolatezza: è azzardo, nel senso più nobile del termine. E’ esplosività e gioia. E’ un ricordo di un match in cui avete stupido l’avversario.

Bene, se vi riconoscete in questa lista, GW Heroic è l’attrezzo di cui avete bisogno per ricordarvi per sempre il torneo di Milano. I match-up non sono malvagi. Contro UR-Skred e Affo, non stiamo messi male, anzi. I loro botti raramente ci levano il pezzo, e noi con un po’ di attenzione stalliamo la partita o la ribaltiamo con un solo attacco, magari portandoci fuori dalla sconfitta con un Seeker adeguatamente potenziato. Contro Stompy, che di certo sarà un altro protagonista di Milano, stiamo messi alla grande: Seeker è un incubo e i nostri pezzi sono decisamente più forti e protetti dei suoi “lupetti rancorosi”. Anche contro Burn e UR-kiln Fiend, anche se i test ancora non sono molti, stiamo messi piuttosto bene. Le prime noie arrivano contro Boros e Boros Monarch, dove sono leggermente favoriti loro. Riguardo Mono Black invece la faccenda è estremamente semplice: si perde a mani basse.

Questo in estrema sintesi è il quadro generale. Ma perché portare ad un torneo come il Paupergeddon un mazzo del genere? Ve lo ripeto: un misto di strategia e follia. Strategia perché in fondo stiamo messi bene contro un discreto range di archetipi; perché gli oppi non sapranno mai perfettamente cosa saidarci contro; perché le meccaniche sono esplosive e possono ribaltare una partita da un momento all’altro. Follia perché siamo fuori meta; perché la dinamicità delle meccaniche dona delle soddisfazioni rare, e perché siamo ancora di fronte ad un mazzo “crudo”, e come una birra ancora non perfetta può donarci grandi piaceri, ma anche grandi dolori. Ma sopratutto perché nulla ci darà più soddisfazioni nel vedere, dopo aver calato la nostra Lagonna-Band Trailblazer 0/4, l’espressione incredula del nostro avversario che tenta di comprendere cosa diavolo stiamo giocando.

Un raro scatto dell’istrionico Diego Morgera (autore dell’articolo), intento a girare l’attesissimo sequel di “Mamma ho riperso l’aereo”!