Penso che per introdurre questo articolo servano pochi fronzoli, quindi lo farò nella maniera più semplice possibile, ovvero dicendolo chiaramente: Jace, The Mind Sculptor e Bloodbraid Elf sono stati sbannati in modern.

I giocatori più “freschi” non conosceranno queste carte se non per sentito dire, mentre i più stagionati forse si ricordano il numero di blightning presi nei denti sotto elfa o, al contrario, le rare volte in cui l’avversario decideva che fare brainstorm di Jace appena sceso fosse una buona idea e il nostro fulmine diventava la carta più forte dello standard. Questo articolo non vuole parlare né di BBE, né di JTMS nello specifico, ma concentrarsi su le rimanenti 11525 carte del formato (ok, forse non tutte) cercando di mettere sul tavolo almeno spunti di riflessione su come le new entry potrebbero influenzarne playability e impatto alle partite. Partirei subito in pompa magna parlando di una carta rimasta un po’ in ombra nell’ultimo periodo che torna di straforo a far parlare di sé: Kolaghan’s Command.
Dopo aver nominato Blighthing l’analogia con Command viene spontanea. Innanzitutto stiamo parlando di una carta versatile che ha avuto il suo posto in modern per un buon periodo. Perché sia sparita ultimamente è presto detto: Lightning Bolt si è rivelato molto peggio di Fatal Push e Lingering Souls una carta molto valida, facendo prediligere Abzan a Jund e decretando la fine della golden age di Kolaghan’s Command. L’impatto di Bloodbraid Elf in questo caso è multiplo: rende Jund una combinazione di colori più appeling di quanto era prima, cambia gli equilibri tra Lightning Bolt e Fatal Push (punto che approfondiremo più avanti) e, appunto, guadagna un buon cascade out con questo Command. Un punto a favore di Kolaghan’s Command è che non c’è un singolo caso in cui sia brutto rivelarla di Bloodbraind Elf, perché al peggio è un Blightning depotenziato, ma non è sicuramente difficile trovare scenari più d’impatto, a partire dalla potenza contro mazzi con Aether Vial o contro Affinity, fino ad arrivare a scenari di grind estremo dove si può persino teorizzare una recursion di Bloodbraid Elf.

Questo “switch” possibile verso Jund è anche dovuto ad altre due carte, appena citate, il cui equilibrio vacilla grazie a Bloodbraid Elf, ovvero Lightning Bolt e Fatal Push. Iniziamo con la dovuta premessa che Elfa non sempre premia la presenza di molti removal nel mazzo, per il semplice fatto che in molti Match Up non hanno dei target. Con questo in mente, torniamo a guardare Fatal Push (non solo un removal, ma anche condizionale) e Lightning Bolt messi accanto: mentre in alcuni MU fanno sostanzialmente la stessa cosa (uccidere una creatura piccola), nei match up combo o control Bolt si tramuta in un elemento di race non trascurabile, mentre Push in una non-hit per Elfa. Se questo sarà sufficiente ad abbassare le copie di Fatal Push in Jund, non lo so, però è un fatto che va tenuto a mente listando il mazzo.

Restando in tema Bloodbraid Elf, ma coinvolgendo anche Jace, The Mind Sculptor, si può iniziare anche ad analizzare l’impatto su strategie diverse da quella dei BGx, spostandosi ad esempio sui mazzi a creature, come ad esempio soluzioni Naya, Temur o Bant.

Partendo da Naya, mazzo che in passato esisteva, Elfa si litiga lo slot con due drop arcinoti per essere il toolbox di queste strategie a creature: Collected Company e Chord of Calling. La seconda si commenta da sola, perché, anche supponendo di avere Dryad Arbor nel mazzo, cascare Corda di Elfa penso sia una delle sfide nella lista dei passi del Blue Whale. Nel caso di Collected Company il discorso è invece strutturale, poiché Bloodbraid Elf non è una hit per Company (e anche se lo fosse, non sarebbe decisamente il best case scenario) e occupa lo stesso slot “sulla curva”. Questi due scenari in realtà si applicano nella stessa maniera anche a Temur (o a un 4c tipo kiki-chord), nel quale però sopraggiunge anche un discorso Jace, che anch’esso non è una hit per Company e occupa esattamente lo stesso slot in curva. Qui vorrei subito trattare un discorso, valido “a cascata” anche per Bant, che è quello del posto di Jace in modern. Vi do subito la risposta corretta: ovunque nei mazzi col blu. Volendo invece approfondire ed esporre il mio parere, le vere case di Jace sono i mazzi “a creature” e i combo value-oriented. Restando in breve su questo concetto, il ruolo di Jace nei mazzi di controllo è quello di finisher, ruolo validissimo, ma che non manca di replacement funzionali (chiaramente nessuna finisher è valida quanto JaceTMS, ma strutturalmente quel posto può prenderlo qualcun altro); parlando invece delle altre categorie Jace offre a quel tipo di mazzi una cosa che senza non avrebbero, ovvero un planeswalker valido a supporto della strategia che può anche essere fonte di manipolazione e, perché no, una chiusura.
I due esempi che mi vengono in mente, e che portano ad individuare agilmente due carte che potranno dire la loro nel prossimo modern, sono Bant Knightfall e Temur Scapeshift. Bant Knightfall è un mazzo che si appoggiava discretamente su Collected Company fino a qualche mese fa. Anche nel “confronto” con Jace, questa carta ha la sfiga di avere un costo di Deck Building alto (nel mazzo specifico, dovendosi lasciare carte per la combo, costringeva a non poter giocare altre spell per raggiungere la massa critica di creature), mentre Jace non solo non ha costo di deck building, ma supporta di nuovo molto bene la strategia: può essere la carta che fa da road cleaner per Knight of the Reliquary, senza contare che scende virtualmente un turno prima. Knight of the Reliquary è, infatti, una carta che guadagna sia da Bloodbraid Elf che da Jace, poiché, ai motivi appena detti, si aggiunge che è un drop validissimo da cascare di Elfa. Parlando invece di Temur Scapeshift, la carta Scapeshift potrebbe essere quella che guadagna dalla presenza di Jace nel formato, sia con che contro Jace. Perché guadagni valore grazie a Jace è perché una versione del mazzo esisteva già (prima che venisse schiacciata da TitanShift), ed era un mazzo in grado di giocare match di grinding (quindi anche facendo value) per poi chiudere on the spot di Scapeshift. In questo tipo di approccio, Jace si sposa benissimo, non solo per l’effetto “Brainstorm”, ma anche perché lo “scry 1” e il bounce. Il mazzo poi, rampa parecchio, producendo due risultati: non solo può castare jace e difenderlo con removal o counter, ma gli avversari non possono andare tapout per Jace di quarto dato che rischiano di prendere 18 nei denti quello stesso turno.

Voltando pagina, una carta fringe playable che rischia di diventare una vera carta è Disrupting Shoal, che potrebbe cavalcare il suo essere una wannabe “Force of Will” da fare di quarto, tapped out, per difendere Jace, The Mind Sculptor. In linea puramente teorica, questo approccio potrebbe essere corretto poiché il 2×1 necessario per castare Disrupting Shoal si “ripaga” proiettando nella situazione di stappare con Jace mentre l’opponent ha un board vuoto, che è fondamentalmente una discesa verso la vittoria della partita.

Restando ancora in tema Jace, e poi vi prometto che chiudo, il nostro Planeswalker preferito non è il miglior amico di una delle abilità più forti degli ultimi anni di magic: delve.
Teniamo a mente l’ultimo Pro Tour ed immaginiamo di giocare contro il buon Yukuhiro, che al terzo turno ci ha appena cheatato in gioco (sacrificando quasi tutto il suo cimitero) un enorme Gurmag Angler, basterebbe un Unsummon a rimandare il problema di almeno altri 3-4 turni… che sfortuna che la terza abilità di JTMS sia proprio Unsummon! Chiaramente questo discorso vale per i mazzi costruiti per usare le delve cards (o gli Hollow One) in maniera “unfair”, ovvero nei primi turni; in realtà lo stesso Tasigur è, invece, più che decente nei mazzi con Jace stesso, dove è una chiusura economica che non necessita di essere fatta nei primi turni.

Come al solito quest’articolo è andato per le lunghe. Spero di aver toccato qualche buon punto ed esser riuscito a stimolare la fantasia di qualche giocatore modern. Se non dovessi esserci riuscito, beh, state tranquilli, il prossimo articolo, seconda parte di questo, cercherà di concentrarsi un po’ di più sulle decklist emergenti, inquadrando le suddette carte (e perché no, altre) nel nuovo modern.

Valerio “Bisneff” Ponza

Ecco il nostro prode “Bisneff” con i suoi tirapiedi Michele e Raul a contorno