Con la campagna di Malign Portents in svolgimento e l’arrivo delle Daughters of Khaine questa settimana, sembra proprio che Age of Sigmar stia vivendo un’epoca d’oro! Mentre Galactus Ciampino prepara il suo prossimo torneo dopo il successo dell’evento di febbraio, rivediamo in questa serie di articoli l’inizio dell’epopea della Guerra per i Regni Mortali.
(PS: Se volete sapere come è andato distrutto il Vecchio Mondo, potete trovare un riassunto degli End Times QUI!)
LA FINE DELLA LUNGA GUERRA
Il Caos aveva vinto. Il Vecchio Mondo, dopo millenni di battaglie, non esisteva più.
Archaon, il Prescelto Eterno, era riuscito dove tutti i suoi predecessori avevano fallito e le sue armate avevano spezzato ogni resistenza, nonostante i tentativi disperati di tutte le razze dell’Ordine:
Gli Elfi avevano accantonato la loro secolare guerra civile, riunendo Druchii, Asur e Asrai con un matrimonio combinato fra Malekith e Alarielle.
I Nani avevano dato fondo a tutti i tesori delle proprie roccaforti.
Gli Uomini avevano riscoperto il pieno potere del loro Dio Sigmar, per secoli imprigionato da Tzeentch.
Tutti avevano lottato. E avevano perso comunque.
Nella loro malvagità, gli Dei del Caos presero Sigmar e lo incatenarono a ciò che restava del Vecchio Mondo, una palla di metallo rovente persa fra le stelle. Poi, i Quattro se ne andarono e lasciarono il Dio-Guerriero a urlare nello spazio, solo e inascoltato…
… ma non per molto.
DI NUOVO LIBERO
All’insaputa del Caos, le razze mortali erano sopravvissute. Lileath e le altre divinità avevano complottato per infrangere il costante ciclo di morte e rinascita del Vecchio Mondo, dando ai mortali una nuova casa: gli Otto Regni.
Gli Otto Reami della Magia erano ora mondi abitabili, e a costo della loro stessa esistenza gli Dei Elfici vi avevano portato i pochi, pochissimi sopravvissuti. Ora, in una terra libera dal Caos, potevano ricominciare.
Ma serviva una guida.
Qualcuno con abbastanza forza e carisma per guidare l’alleanza dei nuovi, recalcitranti Dei formatisi con la fine del Vecchio Mondo. Serviva Sigmar.
Dracothion, primo dei Seraphon, liberò il Signore del Fulmine dalla sua prigionia. Il Grande Drago si unì al Barbaro diventato Dio e insieme esplorarono i Regni, vivendo avventure indescrivibili…
UN’EPOCA DI MERAVIGLIE
Su Hysh, regno della Luce, Sigmar risvegliò Tyrion. Il nuovo Dio degli Elfi era cieco e poteva vedere solo attraverso gli occhi del fratello Teclis.
Su Chamon, regno del Metallo, Sigmar liberò Grugni e Grimnir, i due Dei Nanici. Entrambi giurarono che avrebbero ripagato il loro debito al Barbaro, e uno lo fece subito.
Su Aqshy, infatti, Sigmar trovò Vulkadrax, la madre delle Salamandre, una bestia di potere infinito che rendeva impossibile popolare il Regno del Fuoco. Grimnir saldò il suo debito abbattendo la bestia, perdendo la vita nell’impresa.
Su Ghyran Sigmar risvegliò Alarielle e le affidò la cura del Regno della Vita.
Sul Celestiale Azyr, Sigmar trovò i suoi protetti: gli uomini. E iniziò la costruzione del più straordinario fra i Regni.
Su Ulgu, regno di Ombre e mistero, Sigmar si imbattè nel contorto Malerion, ora Re Elfico delle Ombre, imparentato con Tyrion. Nemmeno una volta raggiunta la divinità, il Dio sembrava essersi liberato dell’influsso della madre.
Su Shyish, Regno della Morte, Sigmar ritrovò il suo vecchio nemico Nagash, il Sommo Necromante. Riluttante lo risvegliò, perché anche se non aveva fiducia in lui sapeva di necessitare il suo potere in caso di ritorno del Caos.
Per ultimo su Ghur, il vitale regno delle Bestie, Sigmar combattè il feroce dio a due teste Gorkamorka, venerato da Orchi e Goblin. I due lottarono fino a un pareggio e ognuno si guadagnò il rispetto dell’altro.
Una volta riunito il suo Pantheon, Sigmar diede a ogni razza il suo territorio e per poco, pochissimo, la pace regnò ovunque. Solo due erano i misteri irrisolti:
Dove erano finiti gli Elfi? Nonostante una sparuta presenza ad Azyr, nessuno di loro era presente in nessun Regno.
E… il Caos sarebbe mai tornato?
Una di queste domande, purtroppo, avrebbe avuto risposta molto presto…
I CAPRICCI DEGLI DEI
Nel frattempo, nel regno del Caos alcune cose erano cambiate. Un vuoto di potere ora si presentava nel Warp: Slaanesh, il Dio del Piacere, era scomparso.
Nemmeno i suoi fratelli erano sicuri di cosa fosse successo: alcuni lo davano per morto. Altri pensarono avesse abbandonato il suo trono dopo la vittoria per iniziare a peregrinare nel Multiverso. La realtà era piuttosto diversa: ingozzatosi di anime dopo la fine del Vecchio Mondo, il Dio si era ritirato a dormire nel suo palazzo.
Nella sua arroganza, non aveva approntato difese adeguate ed era stato catturato dalle forze combinate di Tyrion e Malerion, decisi a far pagare all’antico nemico le innumerevoli atrocità contro la loro razza.
Approfittando della mancanza del Principe Oscuro, una divinità minore si fece avanti per colmare il buco: il Ratto Cornuto, signore degli Innumerevoli Skaven. Nonostante solo Nurgle avesse accolto con gioia il nuovo venuto, gli altri due lo tollerarono, considerandolo un utile idiota per i loro scopi.
Ma ben altri pensieri tormentavano la mente degli Dei Oscuri: cosa fare con Archaon?
Il Prescelto Eterno, che aveva guidato alla vittoria le Legioni Perniciose, era ora diventato scomodo agli Dei: il Mortale, nella sua arroganza, rifiutava infatti di schierarsi per una delle Quattro Forze restando invece fedele al Caos Indiviso.
Poiché gli Dei non concepiscono la neutralità, furiosi mandarono i loro Campioni demoniaci a uccidere il ribelle, ma Archaon li uccise tutti e li diede in pasto alla sua mostruosa cavalcatura.
Dopodichè, dichiarò che sarebbe rimasto fedele ai Quattro, e che non riconosceva il Ratto Cornuto come dio considerandolo un abominio e una divinità inferiore. Colpiti da questa incredibile volontà gli Dei proclamarono Archaon Gran Maresciallo dell’Apocalisse e lo misero nuovamente a capo delle proprie orde.
Fu allora che, dopo secoli di tedio, qualcosa destò l’attenzione dei Poteri: i mortali erano sfuggiti al loro tocco per molto, ma non per sempre. Ce l’avevano fatta.
Avevano trovato l’accesso agli Otto Regni.



