E’ finito da poco il Campionato della Lega Pauper Basso Lazio. Una piccola realtà, ma che porta avanti con costanza il suo progetto e che per ora si attesta come l’unica “struttura” pauper da Roma in giù.
La Lega quest’anno è partita da lontano, iniziando il torneo “Road To Firenze” già a inizio novembre 2017, e collezionando nelle sue 10 tappe oltre 140 giocatori totali. Il confronto serratissimo ha visto solo 8 giocatori scalare la classifica finale e poter aver accesso alla finale: una top 8, ribattezzata “The Hateful Eight”.
Questo che segue è il racconto del vincitore, Davide Fierro, che con sprezzo del pericolo ha portato “l’instabile” Infect! Buona Lettura!

Ci siamo finalmente. Dopo una lunga Lega fatta di insulti, mazzi brutti e imprecazioni, l’agognata Top8. Gli avversari sono tutti tenaci e infami. Mi chiamano “il nemico” perché porto sempre mazzi sopra le righe e alternativi, spesso in grado di incrinare le certezze dei giocatori di Magic più solidi.
Non sapendo con quale mazzo presentarmi questa volta, dovendo scegliere tra Mono U Tron, Rebels, Reanimator e altri mazzi subottimali, decido di dar fiducia un’ultima volta al mazzo che più di tutti mi ha fatto vincere, ma che più di tutti mi ha deluso nelle occasioni importanti: Mono G Infect. Ma la scelta è drastica e mi costringe a stringere un patto col diavolo per superare la solita ansia da prestazione che il mazzo dimostra nei tornei che contano: “se Infect dovesse farmi vincere la finale allora sarà anche il mazzo che porterò al Paupergeddon” così ho sussurrato al Maligno; “se lo deve meritare” ho pensato, e se lo è meritato. Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per Infect!

Mono G Infect di Davide Fierro

Creature
4 Glistener Elf
4 Blight Mamba
4 Ichorclaw Myr
2 Rot Wolf
1 Cystbearer
1 Llanowar Augur

Spell
4 Rancor
4 Giant Growth
4 Mutagenic Growth
4 Groundswell
4 Gitaxian Probe
4 Vines of Vastwood
2 Seal of Strength
1 Predator’s Strike

Lands
13 Forest
4 Khalni Garden

Sideboard
2 Aerial Volley
3 Gut Shot
1 Pulse of Murasa
2 Fog
2 Ranger’s Guile
4 Nature’s Claim
1 Pistus Strike

Turno 1 vs Boros Monarch di Andrea Petrillo

Subito derby tra compaesani. Lo spirito che aleggia al nostro tavolo è il leitmotiv del film “Highlander”: ne rimarrà solo uno, ma non sarà così. In G1 lo asfalto nei primissimi turni, come spesso accade contro Boros che ha una mana base lenta e macchinosa, composta da gainland, bounceland e prismi.

Side: +2 Aerial Volley +3 Gut Shot + Pistus Strike; – Predator’s Strike – Llanowar Augur – Cystbearer -2 Groundswell -1 Giant Growth

In G2 credo di aver pagato una side sbagliata, troppo pesante ed intellettuale, con Infect bisogna invece puntare a menare ignorante e basta. Un Volley si porta via tre piccioni creati con Battle Screach ma delle altre carte di side non vedo nulla e non riesco a risolvere una cattivissima Standard Bearer calata troppo presto. Provo a menare un poco alla volta, ma sono sufficienti le Thraben Inspector per rallentarmi quanto basta al mio avversario per trovare una race vincente. Ho sofferto molto quando mi ha ucciso un Ichorclaw Myr con Ancient Grudge.

Side: +1 Groundswell -Pistus Strike

Provo a bilanciare il mazzo con questo piccolo cambio nella side, ma capisco come andrà a finire al primo turno quando, prima ancora di calare terra, faccio Gitaxian Probe: Andrea mi gira una Galvanic Blast, un Fulmine, un Electrickery e un Journey To Nowhere; le altre non le ricordo, sono rimasto troppo scioccato. In mano avevo solo due creature e nessun Vines of Vastwood; le pescate successive non mi hanno aiutato. Finisce 1-2.

Turno 2 vs Burn di Gabriele Barra

Il torneo comincia quindi male, attenendosi alle statistiche negative che il mio povero Infect ha nei tornei di Lega. Adesso è il turno di Burn, un mazzo che, al contrario di quanto ci si possa aspettare, non mi preoccupa per niente. Ritengo invece che sia un match up favorevole per me. Ma vengo subito smentito da un pallido G1, in cui vedo due sole creature, una delle quali è il Llanowar Augur, morto parando un Ghitu Lavarunner accompagnato da un Needle Drop. Lui invece aveva lo start da sogno composto da Ghitu Lavarunner e doppia Gitaxian Probe!

Side: +2 Ranger’s Guile +1 Pulse of Murasa; – Predator’s Strike -2 Gitaxian Probe

Per tutto il torneo si presenta la costante del Mulligan al G2, 7 carte di cui nessuna terra. In particolare in questo game vado persino a 5, ritenendomi malamente spacciato. E invece mi ritrovo nella incredibile situazione di pompare e proteggere una pedina pianta per eliminare i zozzissimi Lavarunner nemici e chiudere in seguito con la solita one shot kill a un passo dalla morte.

In G3 si ripete in qualche modo il copione del G2, ma questa volta senza Mulligan e sempre con la risposta pronta ai suoi botti sulle mie creature. Ad un certo punto è costretto a tenere le sue creature in difesa, ma un bel Rancor pescato al momento giusto chiude la pratica con qualche turno di anticipo.

Turno 3 vs Tribe di Tiberio Palmiero

Ci giochiamo l’ingresso in top 4 ad una gara di velocità: chi scomba prima, vince. O almeno questo è quello che pensavo. Lanciando il solito D20 per vedere chi comincia, ottengo un bell’asso. Già partiamo male. Nonostante le cattive prime avvisaglie, al terzo turno ho l’opportunità di picchiare per danni letali e quindi vado convinto all’attacco, lui non blocca con il suo Tireless Tribe e allora tento il tutto per tutto, ma una Circular Logic lo salva. Ragionare su quell’unico mana blu libero che aveva era assolutamente irrilevante; il turno dopo, infatti, stappa e chiude agevolmente al suo quarto turno.

Side: +2 Fog +3 Gut Shot; – Llanowar Augur – Cystbearer – Predator’s Strike -1 Groundswell -1 Giant Growth

In G2 non vedo la side ma non mi serve. Mullighiamo entrambi, ma forse la sua di più. Parte troppo lento per reagire alla mia esplosività e chiudo nel giro di un paio di turni.

Il G3 si rivela una lunga sofferenza. Tengo con una sola foresta accompagnata da una Gitaxian Probe, sperando di pescare subito la seconda terra per sbloccare una chiusura istantanea o per aver accesso alle creature a 2 mana. Ma così non è, resterò con una sola terra fino al turno della chiusura, probabilmente una dozzina di turni più in là. Alla velocità di una creatura o di un potenziamento a turno (quando ho qualcosa da giocare), riesco ad aggredirlo per fare un danno alla volta e per vedermi il potenziamento neutralizzato o reso inutile da Prismatic Strands. Arriviamo al momento in cui è lui a poter chiudere, io ho 4 carte in mano. Rende imbloccabile il suo Tireless Tribe, lancia Inside Out aspettandosi un Vines of Vastwood in risposta che non arriva. Allora procede scartando 4 carte, sufficienti per uccidermi, mantenendo in mano 2 carte. E qui si decide la partita: gioco Fog e me la neutralizza; allora provo ad uccidere la sua creatura con un Gut Shot che però Tiberio neutralizza con gran soddisfazione, pronto a portarsi a casa la partita; ma il Demonio aveva deciso che non sarebbe dovuta finire così e quindi lancio il secondo e risolutivo Gut Shot. Lui non ha altre carte in mano, gli resta solo un Tireless Tribe in campo. Si va in top!

Top 4 vs Boros Monarch di Andrea Petrillo

Ecco qua, ne sarebbe dovuto rimanere uno solo ed invece ci ritroviamo entrambi in top.

In G1 muore al quarto turno, travolto da un Ichorclaw Myr incantato da due Rancor e potenziato da due magie, inutile il blocco con due piccioni appena messi con Battle Screach.

Side: +3 Gut Shot +2 Ranger’s Guile; – Predator’s Strike – Llanowar Augur – Cystbearer -1 Groundswell -1 Giant Growth

A questo giro non commetto l’errore precedente, cioè di credere di poter controllare il campo di battaglia sparando ai suoi volanti, ma mi concentro solo sul proteggere le mie creature ed eliminare un eventuale, fastidioso, infame, Standard Bearer. Come al solito vado di Mulligan: in questo game pescherò la bellezza di 8 terre, che avrebbero dovuto condannarmi, invece mi portano alla vittoria grazie a due Blight Mamba saggiamente protetti da Vines of Vastwood e Ranger’s Guile contro i Journey to Nowhere nemici, infinite volte rigenerati in seguito a blocchi e disperati botti per impedirmi di attaccare. Molto lentamente si porta a casa un pregevole 2-0.

Finale vs Tullio de Virgilio

In finale c’è proprio lui, il mio nemico. In realtà io gli voglio bene, ma lui mi definisce nemico e quindi è chiaro che anche lui debba essere mio nemico. Abbiamo due approcci differenti alla partita: io venivo da una vittoria goduriosa e rinvigorente, oltre che dai test della settimana precedente che mi davano nettamente favorito; lui da due partite stremanti contro il duro a morire Franco Cicchini in versione becchino con il suo MBC. Guardo Tullio e noto che siamo sì entrambi sudati, ma lui di più, molto di più. Il viso è scavato, gli occhi iniettati di sangue; è chiaramente tenuto in vita solo dal desiderio di vincere il tanto agognato tappetino in premio. Non gli importa nulla dei soldi, lui vuole la floria, ad ogni costo. È pronto, ha in mano un’arma di distruzione di massa fortissima, il Rakdos Monarch! Lo stato confusionale indotto dall’ora tarda e dalla minaccia di subire violenze fisiche, mi impedisce di ricordare esattamente l’andamento delle partite. Ricordo di averla spuntata in G1 giocando conservativo, aspettando di avere le protezioni giuste e il mana per lanciarle prima di mettere in gioco le mie creature.

Side: +2 Ranger’s Guile + Pulse of Murasa; – Predator’s Strike -1 Groundswell -1 Giant Growth

In g2 ci ritroviamo a mulligare entrambi, fermandomi io a 6, lui a 5. Pesco 4 terre e due Glistener Elf, in cima al mazzo c’è un ottimo Vines of Vastwood. Parte lui con la solita gainland, io mi pesco contento l’unica protezione che avevo e metto Khalni Garden, per evitare di subire un editto di turno 2. Lui invece sta messo male, non ha la seconda terra. Unica soddisfazione è una Duress che mi scarta il Vines. A questo punto decido di rischiare e mettere il turbo: un po’ spaventato da un’eventuale pescata di terra e successivo Electrickery, che però non mi aspetto da uno che gioca 3 Evincar’s Justice di main, gioco entrambi i Glistener Elf per tentare di aggredire il più rapidamente possibile. La scelta si rivela giusta, perché quando riesce a risolvere i problemi di mana è comunque ormai troppo tardi, avendolo nel frattempo punzecchiato abbastanza per avvicinarmi ad una uccisione con unico potenziamento sull’ultima creatura che mi era rimasta.

Ancora non posso credere di aver vinto questo torneo, magari insignificante per molti giocatori più esperti, ma tanto importante per me. Ringrazio tutti gli amici che mi hanno sostenuto e hanno tifato per me, e per i miei mazzi subdoli, il Diavolo che mi costringerà a portare Infect al Paupergeddon, pena la perdita dell’anima (ma ci rimetto comunque la dignità), la pedina di Sasha Grey sbrilluccicosa, il Maestro Giuseppe Esposito per le sue benedizioni vincenti e, infine, il mio bell’Infect per questa gioia che mi ha regalato.

Davide Fierro